Il Teatro G. Belli è uno
dei più antichi teatri romani.
Ospitato in quella che fu la Chiesa
del Monastero di Santa Apollonia (da cui il nome della
piazza) il Teatro G. Belli era già attivo nella
seconda metà dell'800.
La storia di questo spazio
è ricca di episodi curiosi.
Nel periodo in cui era sede del
Monastero era qui che avveniva la vestizione della
statua della Madonna per la processione che si teneva
(e si tiene tuttora) durante la Festa de' Noantri.
Successivamente è proprio qui che fu rinchiusa
Lorenza Feliciani, la bella moglie di Cagliostro,
da lei stessa accusato di stregoneria. Ed è
sempre qui che molto, molto tempo prima, aveva vissuto,
scomparso il suo grande amore, la Fornarina di Raffaello.
In ogni caso, in quegli anni, esso aveva la precisa
funzione di Refugium peccatorum, e la disciplina all'interno
era molto severa. Il fatto è che, finito il
periodo di pena, non risulta che Lorenza sia uscita
dal monastero, e nemmeno che vi sia rimasta: scomparve,
e nessuno ha saputo più nulla di lei. Fatto
sta che in certe notti d'autunno, per i vicoli di
Trastevere passa in silenzio una figura di donna,
che nessuno ha mai visto in faccia; rasentando i muri,
senza far rumore, arriva al ponte Garibaldi, lo attraversa,
e arriva fino a piazza di Spagna.

Qui, nel luogo
dove Cagliostro fu arrestato, scompare in una chiazza
d'ombra mentre dal nulla escono una risata di scherno
e un grido:"Lorenza!".
Ancora oggi più di una persona,
tra le tante che hanno lavorato al Teatro Belli (tra
cui il sottoscritto), pur essendo all'oscuro di questa
leggenda, racconta di essersi trovata di fronte a
"strani fenomeni" mentre si trovava sola
all'interno del Teatro.
Dopo che il convento fu chiuso definitivamente
(sembra per un'improvvisa epidemia di peste), i locali
del Teatro Belli hanno ospitato varie attività,
tra cui una celebre taverna trasteverina. Ma è
nella seconda metà dell'800 che il Belli diventa
finalmente Teatro. Su questo palcoscenico, situato
all'epoca dalla parte opposta rispetto ad oggi, circondato
da 5 ordini di palchi in legno (andati distrutti negli
anni '30), hanno recitato alcuni dei più grandi
interpreti del teatro italiano di fine '800 e primi
'900: Gustavo Modena, Ermete Novelli, Leopoldo Fregoli,
Lina Cavalieri (che proprio qui debuttò giovanissima
per sostituire la madre colta da un attacco di tisi),
per finire con Ettore Petrolini.
Fu sempre su questo palcoscenico
che Giuseppe Garibaldi tenne un discorso agli elettori
romani, episodio ricordato da una lapide esposta nel
foyer del Teatro. Negli anni '10 il Teatro Belli diventa
cinematografo con il nome di AMOR. Poi inizia il declino.
Negli anni '50 e inizi '60 ospita locali notturni,
l'ultimo dei quali chiuso per un omicidio avvenuto
proprio nell'ingresso. A metà degli anni '60
ritorna Teatro e prende il nome di Teatro Belli. E'
una breve stagione di sperimentazione. Qui passano
artisti come Pasolini, attori e registi importanti,
ma la chiusura incombe. Nel 1969 Antonio Salines rileva
il Teatro Belli, chiuso da diverso tempo e ridotto
a un cumulo di macerie, quando ormai sembra certa
la sua trasformazione in un ristorante. Lo restaura
completamente e lo riapre al pubblico nel gennaio
del 1972.
Da
allora, per oltre 30 anni, Antonio Salines da direttore
artistico del Belli ha animato la sala, dedicandocisi
totalmente, ospitando e producendo nel tempo attori,
registi, autori e artisti che hanno permesso al Teatro
Belli di affermarsi come uno dei teatri "storici"
dell'avanguardia teatrale italiana. (tra i tanti Flavio
Bucci, Roberto Herlitzka, Bruno Cirino, Sergio Castellitto,
Mario Scaccia, Dario Fo, Tinto Brass, Werner Schroeter,
Roberto Lerici...)
Antonio
Salines interverrà tre volte per
ristrutturare il Teatro e renderlo sempre più
rispondente alle nuove esigenze dello spettacolo:
nel 1984, nel 1988 e nel 1999.
Questi progressivi restauri hanno
cancellato le ultime tracce dello spazio un po' maledetto
tipico degli anni '70, e ci hanno consegnato un Teatro
Belli finalmente trasformato in un elegante e confortevole
sala. Una sala che non ha perso però le caratteristiche
che hanno fatto della sua storia una storia importante.
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