12 BACI SULLA BOCCA
di MArio Gelardi

dall'11 al 21 febbraio
DecimoPianeta e I Teatrini

12 BACI SULLA BOCCA
di MArio Gelardi

con Francesco Di Leva, Stefano Meglio, Andrea Vellotti

regia di Giuseppe Miale di Mauro

La provincia soffocante e a volte disorientante napoletana. Stradone di paese isolate che a volte portano solo ad uno di quei ristoranti per cerimonie. Strutture barocche decorate con finto stucco veneziano, con statue e laghetti con i cigni. Per qualcuno sposarsi in questi luoghi è una grande aspirazione.

Il conflitto politico e sociale che divide il paese sembra lontano da queste terre. In questo ambito nasce “12 baci sulla bocca” che racconta l’incontro-scontro tra Emilio, lavapiatti dai modi e dal linguaggio diretto e Massimo, fratello “ripulito” del proprietario di un ristorante. Massimo si sta per sposare con l’unica donna che ha avuto nella sua vita, è a quel punto della vita in cui o ti lasci o ti sposi, Massimo si sposa.
Emilio è giovane, diretto, a volte rude nei modi, ed è ricchione, perché è l’unico termine usato a Napoli per identificare un omosessuale, Emilio è solo.
L’omosessualit in Emilio si veste di forte e aggressiva mascolinit che riesce a scardinare l’omosessualit assopita malamente da Massimo.

I loro incontri sono violenti al limite dello scontro fisico. Si prendono e si lasciano, si trovano e si perdono. I due ragazzi si nascondono, si violentano con le parole. Ogni momento di apparente dolcezza, di possibile complicit , viene guastato da una parole, da un gesto sbagliato.

Il loro è un ambiente in cui non è permessa alcuna diversit , vigono leggi sociali e di branco che non permettono nulla al di fuori di una prassi consolidata. Ma gli occhi di Antonio, fratello di Massimo, lo guardano dentro, sanno molto di più di quel fratello di quanto lui pensi. In quell’ambiente i problemi si risolvono in maniera spicciola ed uno come Massimo, non può certamente essere un “ricchione di paese.

Abbiamo pensato di trasportare questa storia negli anni settanta, per costruire un tessuto emotivo ancora più claustrofobico. E’ la fine del 1975 e la storia del paese è carattarezzita dalla morte di Pier Paolo Pasolini.

Dopo il lavoro fatto con Gomorra, abbiamo voluto mettere a frutto la nostra esperienza in una storia di pura finzione. Una vicenda che parte dalla periferia della nostra terra, dove il tempo sembra essersi fermato, dove, al di la di una finto progressismo, ci sono ancora leggi sociali antiche. Un’atmosfera sudata, che ha l’eco della musica napoletana, che vive di squarci di luce, sul nero dei giorni e di quelle vite.
Mario Gelardi e Giuseppe Miale Di Mauro

Prezzi: Interi € 18,00 - Ridotti € 13,00
Orari: dal martedì al sabato alle ore 21,00 - domenica alle ore 17,30

Piazza di Sant'Apollonia, 11 00153 Roma.

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