GAROFANO VERDE
scenari di teatro omosessuale
rassegna a cura di Rodolfo di Giammarco
XVII edizione

dal 3 al 25 giugno
Comune di Roma
Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione
CASANOVA multimedia
SocietĂ per Attori
presentano

GAROFANO VERDE
scenari di teatro omosessuale
rassegna a cura di Rodolfo di Giammarco
XVII edizione

Il progetto della diciassettesima edizione della rassegna “Garofano Verde - Scenari di teatro omosessuale” realizzata con il sostegno congiunto del Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, e della Casanova Multimedia di Luca Barbareschi, in programma dal 3 al 23 giugno al Teatro Belli di Roma, manifestazione diretta da Rodolfo di Giammarco con l’organizzazione della Società per Attori, riesce in extremis a non mancare all’appuntamento, in un’epoca ancora pervasa da pregiudizi (e fobie) nei riguardi dei diritti umani e civili degli omosessuali, e di tutta la sfera del sentire GLBT. Questa rassegna fa leva su esclusivi motivi intellettuali e creativi di militanza scenica e riconferma la propria vocazione a tracciare un terreno comune coinvolgente poetiche e trame sociali, ma anche più tipi di solidarietà di autori-attori-registi, di partner sostenitori (inedita davvero, quest’anno, la condivisione del sostegno tra una istituzione pubblica come il Comune di Roma e una realtà privata come la società di Luca Barbareschi), e di più pubblici indistinti.
Per questa edizione si è pensato a una serie di “attraversamenti”.
Dalla performance pura alla messa in luce più intima di una caratterialità solitaria di radice gay di certi personaggi di repertorio (ed è il caso di una galleria quasi antropologica di tipi recanti una natura omosessuale nel patrimonio scenico di Antonio Rezza, che Rezza tradurrà in una serie di a parte, prendendo spunto dai lavori co-firmati con Flavia Mastrella).
Dal tema della pena di morte e dalle confessioni di quattro gay condannati e relegati nel braccio della morte (con in più la riflessione drammatica di una madre in attesa dell’esecuzione del figlio), dagli agghiaccianti ma anche a volte caustici ritratti di un “Finale di partita” americano proposto da “Off” di Michael Kearns si può approdare a un reading, a un oratorio di nostri attori (Marco Casazza, Beppe Convertini, Luca De Bei, Daniela Poggi e Giovanni Lombardo Radice, che ha anche tradotto il testo) in un montaggio a cura di Enrico Maria Lamanna.
Da tante fonti letterarie convertite in altrettante schegge sceniche (rinnovando il successo ottenuto dal nostro originario format dei “corti gay”, spingendo più autori giovani a ricavare brevissimi pezzi di teatro da romanzi o racconti italiani e stranieri) prenderà corpo uno spettacolo misto di climi, tensioni, ironie e paradossi, per la regia di Daniele Muratore: si tratta di una fiera delle vanità o dei masochismi, di un continuo sbalzare tra temperature calde e fredde, di una staffetta tra scritture dirazzanti che cercano di dare in sedicesimo una Babele cui fanno capo le istanze omosessuali percepite come poetiche o come micro-strutture romanzesche.
L’obiettivo sarà anche quello di un “attraversamento” di certe condizioni di mercato dei ruoli, di adescamento attivo e passivo in materia di ricerca di storie e di intimità attraverso un irrituale meeting point tra controparti, che Koltès avrebbe chiamato “acquirenti” e “venditori”, nel caso delle fruizioni che si renderanno possibili, imbarazzanti o solo di sfida scettica nelle “Piccole Stanze di Dignità Omosessuale” cui Luciano Melchionna darà un particolare segno, un omaggio al sentire, al trattare, al valutare, all’entrare in sintonia tra singoli nella cultura del mondo gay ma anche nel confine mai troppo esplicito tra mondo etero e mondo gay.
S’è voluto anche stimolare un’altra trasversalità coniando una nuova etichetta di concerto-performance con Alessandro Fea e Michele Balducci, a base di testi neo-lirici e brani musical-canori che rispecchino l’universo, le tendenze, il sapere melodico delle culture gay. Ne dovrebbe uscir fuori una serata di culto fatta di onde sonore, di tensioni iconiche, di melodie camp.
E in chiusura si farà appello a un’altra drammaturgia ad hoc concepita per studiare da vicino la solitudine, i problemi relazionali e il comportamento di un transessuale, di un ex uomo convertito in donna (in questo caso è un autore di ritratti “forti” come Marco Calvani ad aver messo a punto un testo, “Unghie”, per Monica Scattini).
Diciamo, insomma, che da questo quadro composito di “attraversamenti” di generi e di condizioni si spera sia ricavabile una mappa sempre più dinamica per comprendere e sdrammatizzare, per produrre forme di dialogo tra persone e persone, senza più nicchie, categorie, apartheid civili.
Rodolfo di Giammarco
Prezzi: Interi € 15,00 - Ridotti € 10,00 - € 8,00
Orari: 21,15

Piazza di Sant'Apollonia, 11 00153 Roma.

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