IL FALCO
di Marie Laberge

dal 15 al 20 maggio

Teatro Libero Incontroazione

IL FALCO
di Marie Laberge

con Mirella Mazzeranghi, Massimiliano Lotti e Rosario Sparno
scena Raffaele Ajovalasit,
costumi Lia Chiappara
luci Gianfranco Mancuso
traduzione di Maria Teresa Russo
regia Beno Mazzone

Sin dal primo spettacolo del Teatro Libero, nel 1969, ho scelto di utilizzare le scritture drammaturgiche contemporanee, esplorando diversi territori linguistici ed incrociando scrittori poco conosciuti o addirittura ancora da scoprire, traducendoli spesso e presentandoli in Italia, quasi sempre per la prima volta. La scelta non è mai stata ispirata dalla ricerca dello “scoop”, dell’autore buono per il mercato, ma unicamente dall’affinità fra il mio discorso e quello del testo dell’autore di volta in volta incontrato.
Il tema centrale è sempre stato quello dell’uomo e della sua libertà. Da sempre, con aspetti e modalità differenti, l’uomo di teatro, l’attoreâ€�autore, ha cercato di impegnarsi per porre all’attenzione dell’altro uomo di teatro, lo spettatoreâ€�creativo, nel tempo e nel luogo deputato dell’evento, temi e problemi inerenti proprio la vita dell’uomo stesso.
Il Falco si inserisce esattamente nel mio universo creativo proprio per il fatto che l’autrice Marie Laberge ha scritto un testo di grande poesia, ispirandosi a problemi tratti dalla vita dell’uomo contemporaneo. Tre personaggi diversi, una donna, un ragazzo ed un uomo, al di là delle loro relazioni e delle loro storie, esprimono temi e problemi del nostro vivere nella società di oggi.
Molteplici sono le tematiche trattate, ma l’aspetto per me più affascinante dell’invenzione drammaturgica è quella metafora che l’autrice ha voluto cogliere fra il ragazzo e la vita di un particolare uccello, il falco, appunto, incarnazione del concetto di libertà assoluta.
In una condizione di cattività, il falco si lascia morire per esprimere la propria condizione di uccello libero, proprio come il ragazzo nella pièce, che alle sovrastrutture sociali oppone la forza della natura. La scrittura della Laberge, essenziale e necessaria, mai retorica, provoca emozioni e riflessioni sulla nostra esistenza, chiedendo allo spettatore una grande complicità. Per questo mi piace, così come ho fatto nei miei ultimi spettacoli, (da “Una cosa intima” a “El Salvador”), collocare gli attori in una “scena nuda”, con luci quasi fisse, per cercare di creare, in uno spazio molto intimo, quella particolare comunione fra attori e spettatori che può raggiungere il
denudamento dell’anima, attraverso la musica della parola e del corpo.

Beno Mazzone


[…] Prima di quella che è stata chiamata nel Québec «la rivoluzione tranquilla» (1960â€�1968), si rappresentava quel che era di moda a Parigi, si prendevano lì i modelli per scrivere se stessi.
[…] Sin dal 1980 una nuova generazione di autori drammatici imbocca liberamente diverse nuove vie, poetiche, formaliste, epiche. Marie Laberge appartiene a quest’ultima, ma abbastanza al margine, meno «intellettuale» di quanto non sia la corrente dominante. Lei pratica un teatro della lingua ancora molto parlata, privilegiando l’emozione; temi indistinti che non per questo denunciano meno i pregiudizi di classe, la condizione della donna, le incomprensioni generazionali.
Le situazioni sono impostate con chiarezza, anche se lo spettatore è indotto a valutarne egli stesso l’insolito o il pericolo, a scoprire e patire con i personaggi. […]
In Europa, la fama di Marie Laberge si afferma di buon’ora. In Francia, Gabriel Garran mette in scena nel 1986 L’homme gris con il suo Théâtre International di lingua francese […], nel 1997, dieci anni dopo la sua creazione francese di L’Homme gris, Gabriel Garran crea Il Falco che dopo il successo riportato nel proprio teatro situato nel Parc de La Villette; è stato ripreso in una teatro privato, il Bataclan, più di cento rappresentazioni. la creazione del Falco è ora attesa in Portogallo a Porto e in Sicilia a Palermo, con la regia di Beno Mazzone, sedotto proprio come Lia Chiappara dalla pièce.

Raymonde Temkine

Prezzi: Interi € 18,00 - Ridotti € 13,00
Orari: dal martedì al sabato alle ore 21,00 - domenica alle ore 17,30

Piazza di Sant'Apollonia, 11 00153 Roma.

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