
con Elisa Bongiovanni
regia Fabiana Iacozzilli
disegno luci Hossein Thaeri
collaborazione alla regia Giada Parlanti
foto Emanuela Bongiovanni
tecnico Davood Kheradmand
assistente Mirco Fiume
locandina Michele Bevilacqua
con il sostegno di Ex-lavanderia Casa delle Culture e Sycamore-t company
Dicembre.
Una donna sui trenta è seduta su una sedia nel giardino sotto casa, in un paesino da qualche parte. È immobile. Ha la voce ruvida e roca di chi lotta sempre. Si esprime lentamente, come cantando un blues. Intorno, buio e silenzio. In casa una bambina, sua figlia, che finalmente si è addormentata. Accanto a lei mezza bottiglia di vino e solo sei sigarette per affrontare una intera
notte.
Uno spettacolo dedicato a Wall-e, Eva e Loredana Bertè
Nella vita raramente incontriamo delle occasioni sulla nostra strada e trascorriamo il nostro tempo sperando che qualcosa di diverso possa accadere. Ma questo qualcosa, quest'occasione, è, il più delle volte, la cosa più dolorosa. Questo per me è stato l'incontro con “Un'altra gru”: la cosa più dolorosa.
Un'altra gru è un teorema sul dolore e sull'amore, sulla rabbia per la mancanza di un qualsiasi senso che possa giustificare il nostro essere al mondo, sull'odio proprio di ogni animo sensibile, sulla solitudine dell'intelligenza e sulla bellezza dell'essere fragili, sulla vergogna che si prova quando ci si scopre diversi e per questo eternamente sconfitti.
In che modo lo si poteva affrontare, allora? Come riuscire a restituirlo?
La via che abbiamo scelto, la sola percorribile, è stata quella di mettersi nella condizione di essere onesti, o meglio, darsi la possibilit di fallire. Non si poteva mentire e non si poteva "giocare sporco”, si doveva necessariamente rinunciare al "coup de theatre" e lasciare che le parole prendessero il sopravvento. E le parole esplodono in questa sorta di “danza macabra” raccontandoci la complessit di un mondo interiore dove l'amore e
l'odio si contendono il campo. Dove la paura di essere lasciati da soli avanza inarrestabile nel silenzio di una notte così fredda da congelare anche i bambini, una notte in cui ci si
chiede perchè noi non siamo in grado di amare, o meglio, perchè ci fa sempre così male dover abbandonarci all'idea di essere visti, di essere accolti e per questo scoperti.
Un'altra gru è l'indicibile che è dentro ognuno di noi, è semplicemente quella verit
impronunciabile che ogni essere umano deve ignorare per continuare a sopravvivere.
Non credo di essere riuscita a fare una regia, non so neanche se sarebbe stato possibile
farla, quello che credo è che io ed Elisa siamo riuscite a mettere in campo senza vergogna le nostre fragilit e le nostre miserie e questo grazie ad una scrittura di rara bellezza come quella di Armando.
Fabiana Iacozzilli
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