
con Antonio Rezza
e con Ivan Bellavista
disegno luci Maria Pastore
Monoteismo e individualismo non risolvono le profondità interiori. Siamo il nostro abisso e ci sprofonderemo.
L’omosessualità dal punto di vista di chi non la vive sulla pelle ha sempre una mancanza. E noi ne siamo la prova evidente.
Abbiamo deciso di mostrare alcuni frammenti dei nostri spettacoli passati che trattano l’argomento visto dal di fuori e altri documenti che mostrano Antonio (Rezza) nel suo essere femminile.
L’interpretazione dell’omosessualità senza averne l’indole, e la raffigurazione della donna con pochi tratti e senza trucchi. Come a dire che non si è poi così distanti da ciò che è veramente lontano.
Negli anni l’argomento ha subito cambiamenti, a volte ipocriti, che portano la tolleranza a farsi menzogna. Ci siamo accorti che alcune cose che negli anni novanta scatenavano il riso (non perché modificate ma perché prevaricate) oggi vengono accettate (non perché risolte ma perché istituzionalizzate). La diversità resterà sempre tale anche se la bugia addolcisce la violenza dell’intolleranza.
Azione scenica e proiezione latitante.