
I, CALIBAN
di Tim Crouch
22 - 23 ottobre
I, CALIBAN
di Tim Crouch
traduzione di Pieraldo Girotto
con Fabrizio Croci
regia di Fabrizio Arcuri
produzione Accademia degli Artefatti e
L’Uovo Teatro Stabile d’Innovazione onlus – L’Aquila / 2014
L’isola di Prospero è ora questo palcoscenico in cui Calibano, schiavo selvaggio ‘non onorato con forma umana’, è lasciato solo a sopravvivere alla Tempesta. L’isola torna così, con Crouch, di proprietà leggittima del suo unico abitante mortale: il mostro Calibano, figlio della strega Sicorace, illuminato dall’idea di dare vita ad una nuova razza che sarebbe nata dal suo incontro carnale con Miranda. Calibano è il Nuovo Mondo, l’ultimo. É il selvaggio alla conquista dell’ altro mondo. Calibano ricostruisce sull’isola-palcoscenico la sua personalissima tragedia: in suo aiuto ci sono occasionali marianotte con cui Calibano, marionetta mostruosa anch’egli, può riaffogare nelle sue memorie, riemergere dai postumi dei suoi giochi magici e di una bottiglia di vino di troppo. La violenza dei giusti contro la giustizia (ingiusta) della storia e della sua letteratura. Uno squarcio intimissimo sul colonialismo culturale e massmediatico. Una ribellione dolcissima e già sconfitta. Una struggente ballata sulla nostalgia e sull’abbandono. Un reality al cui unico protagonista non sembra concessa la possibilità di ritornare alla realtà.
‘L’avversione del diciannovesimo secolo per il realismo è la rabbia di Calibano che vede il suo volto in uno specchio. L’avversione del diciannovesimo secolo per il romanticismo è la rabbia di Calibano che non vede il suo volto in uno specchio’ (Oscar Wilde)
Posto Unico € 10,00
ore 21,00