
TEATROIMMUNE
dal 9 marzo
TEATROIMMUNE
TEATROIMMUNE
1° rassegna virtuale di video teatrali
dal 9 marzo
sul Canale Youtube “Balloons Production”
In risposta al periodo difficilissimo che stiamo vivendo, la Balloons Production, giovane collettivo di videomaking, specializzata in riprese di spettacoli teatrali, ha creato, in collaborazione con il Teatro Belli, l'iniziativa #TEATROIMMUNE.
#TEATROIMMUNE è il nostro antidoto contro il virus.
La gente non potrà andare a teatro, ma il teatro potrà comunque arrivare alla gente.
A partire da lunedì 9 marzo, ogni sera, caricheranno sul loro canale youtube uno spettacolo teatrale (https://www.youtube.com/channel/UCWdc-58iJDzpFXwHddRuNcQ)
Sarà un vero e proprio appuntamento a teatro.
Lo spettacolo comincerà alle 21 e sarà online per tutta la durata dello stesso.
Una volta terminato verrà rimosso.
#TEATROIMMUNE è un'iniziativa senza scopo di lucro ma con l'unico intento di tenere vivo il teatro e la cultura.
#TEATROIMMUNE è una voce che vuole farsi strada in questo momento di panico e psicosi in cui sembra non esserci più spazio per i sogni.
#TEATROIMMUNE è teatro nonostante tutto.
9 marzo, h.21.00
VIVA LA VIDA!
Frida Kahlo e Chavela Vargas
di Valeria Moretti
con Francesca Bianco ed Eleonora Tosto
alla chitarra Matteo Bottini
regia Carlo Emilio Lerici
Frida Kahlo ha 18 anni quando in un incidente il corrimano di un autobus le trafigge la schiena, dal bacino alle spalle. Rischia di morire, ma riesce a sopravvivere ed è costretta a rimanere a letto per mesi. E' allora che comincia a dipingere, iniziando a ritrarre se stessa, l'unico soggetto che riesce a vedere, riflesso in uno specchio sul soffitto. Da qui parte il suo racconto a Chavela Vargas, mitica cantante messicana, in un viaggio poetico e visionario che, intrecciando musica e teatro, ci conduce nella vita di una delle figure più carismatiche della cultura messicana. Ieri, come oggi, intensità e passione. Dall'amore con Diego Rivera, che lei stessa definiva “il secondo incidente grave” della sua vita, agli anni rivoluzionari e al rapporto con Trockij. Francesca Bianco, che dà voce alla pittrice, ed Eleonora Tosto al canto che interpreta le canzoni di Chavela Vargas, accompagnate alla chitarra da Matteo Bottini, si alternano in uno scambio di emozioni e suggestioni oniriche, nelle quali arte, musica e vita appaiono imprescindibili.
Riprese effettuate presso il Teatro Belli
10 marzo, h.21.00
CLONMACNOISE - Storie di uomini e di spiriti
testi di Alessandro Baricco
su fil rouge musicale di Federica Fruscella
con Federica Fruscella, Iacopo Schiavo, Leonardo Bianchi, Sara Bitondo
regia Guglielmo Guidi
Capire e sapere hanno sempre significato andare in profondità per raggiungere l’essenza delle cose: è qualcosa che sta morendo; come l’Europa con la sua popolazione stagnante. Le migrazioni in Europa di africani, arabi e asiatici segnano il capovolgimento di una tendenza storica. La cecità di non vedere la trasformazione in atto, di non volerla comprendere si moltiplica nell’illusione che ci siano “confini” invalicabili che ci vantiamo di difendere, ma che non esistono; c’è solo una mutazione che avanza. Eppure le migrazioni esistono da che esiste l’uomo. l’Europa era devastata dalle invasioni barbariche perpetrate da popoli pagani o ariani prima di definire i suoi confini, mentre la cultura e la fede cristiana resistevano all’interno dei monasteri. L’Europa della tarda antichità ha avuto spostamenti di masse consistenti. Vere e proprie migrazioni di intere popolazioni che, da nomadi divennero sedentarie. Sono state le grandi migrazioni dell’antichità ad omogeneizzare la nostra specie. Lo spettacolo, che presentiamo, non vuole avere nessun risvolto politico, anche se, pone la sua attenzione ai temi della realtà contemporanea, ma soltanto “raccontare” storie di uomini e di spiriti che hanno radici nel nostro patrimonio leggendario. La forma comunicativa è quella dello “Seanachai”, il cantastorie della tradizione gaelico-irlandese. Questi moderni cantastorie donano alle emozioni un mezzo potente, suggestivo e più efficace d’espressione. Loro hanno l’abilità di “raccontare”, attraverso la musica, il canto e le parole, “storie”.
Guglielmo Guidi
Riprese effettuate presso il Teatro CometaOff
11 marzo, h.21.00
LEMONS, LEMONS, LEMONS, LEMONS, LEMONS
traduzione Matteo Curtoni e Maura Parolini
di Sam Steiner
con Loris Fabiani e Elisa Benedetta Marinoni
regia Alessandro Tedeschi
produzione Bottega Rosenguild
«I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo» Ludwig Wittgenstein Ogni civiltà è fondata sul linguaggio. Il livello di crescita di una società si misura con la complessità della sua lingua. La democrazia liberale, la più evoluta forma di governo di una società, dovrebbe basarsi sulla libertà di espressione. Le parole con cui interagiamo sono lo specchio della nostra cultura e della nostra libertà. Ammesso che sia cosí...cosa succederebbe se una legge riducesse il numero di parole che ognuno di noi può usare al giorno? E se fossero solo 140? Come faremmo a lavorare? A Cantare? Far valere i nostri diritti? Sfogarci? Conoscere qualcuno? Fare un discorso? Ordinare del cibo? E quante parole rimarrebbero per amare? Una giovane coppia, Bernadette ed Oliver, ci racconteranno il tentativo in questa obbligata carestia verbale di trovare una nuova lingua su cui fondare e difendere il loro rapporto, all’interno di un mondo in cui non è solo la loro storia ad essere a rischio, ma la democrazia stessa.
Riprese effettuate presso il Teatro Belli
12 marzo, h.21.00
YELLOW MOON
di David Greig
traduzione Jacopo Gassman
con Rosario Lisma, Marina Occhionero, Luca Tanganelli e Giulia Trippetta
mise en espace a cura di Mario Scandale
luci Camilla Piccioni
scene Eleonora Ticca
produzione Ginkgo Teatro
Yellow Moon racconta la storia di Lee e Leila, due adolescenti che vivono in una piccola città della Scozia. Lee è un ragazzo difficile e violento, ossessionato dal suo berretto da baseball, ultimo regalo del padre prima di abbandonare la famiglia. Leila, introversa figlia d'immigrati musulmani fuggiti da qualche guerra degli anni '90, è quella che potremmo definire una brava ragazza. I due si incontrano per caso in un negozio e da lì parte la loro fuga dalla legge. Infatti Lee quella sera ha pugnalato il fidanzato della madre. Decidono così di fuggire in montagna, seguendo le orme del padre scomparso di Lee. In questa fuga, Lee e Leila si confronteranno con il loro destino e scopriranno l'amore per la prima volta. Il testo getta lo sguardo su una realtà degradata, fatta di famiglie inconsistenti e miti televisivi, che rende ancora più difficile la ricerca della propria identità. Come possiamo sapere chi siamo quando non sappiamo da dove veniamo?
Riprese effettuate presso il Teatro Belli
13 marzo, h.21.00
NOVECENTO
di Alessandro Baricco
reading performance a cura di Francesco Bonaccorso
con Francesco Bonaccorso e Antonio Frazzoni
Una nave da cui scendere, una storia da raccontare, un destino scritto nei tasti di un pianoforte. Il capolavoro di Alessandro Baricco da del tu alla nostra passione più profonda, dipingendo un uomo fantastico che sposa così visceralmente la sua essenza da farci paura. E’ un inno a vivere secondo l’immagine reale del nostro specchio, a guardare noi stessi senza filtri perchè solo chi si ama è salvo. L’amico Max racconta la storia di Novecento dapprima con diffidenza, poi con curiosità, infine con amore, arrivando a vestire i suoi panni e a seguirne un esempio che solo abbandonando le remore delle abitudini può realmente capire. La poetica del personaggio lo porta a vestirne le vesti e a commuoversi quando, a forza dovrà lasciarlo andar via. La strada che ha scelto non è percorribile perchè non è per tutti. Solo chi ha il coraggio di lasciarsi rapire fino in fondo dal fascino ineluttabile del “pianista sull’Oceano” può seguirla. Non sei fregato veramente se hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla.
Riprese effettuate presso il Teatro Trastevere
14 marzo, h.21.00
CIOCCOLATO ALL'ARANCIA
di e con Martina Gatto
regia e supervisione drammaturgica Dafne Rubini
direzione creativa Ivan Specchio
luci Alessio Pascale
suono Giulio Gaigher
Ci sono momenti nella vita in cui tutto ciò che abbiamo attorno sembra cambiare improvvisamente. E’ come se un terremoto aprisse una voragine. Gli interrogativi prendono il sopravvento e si mette tutto in discussione, ci ritroviamo sballottati tra i sogni e la realtà, tra il volere e il dovere, tra il cuore e la testa, tra il dolce del cioccolato e l’amaro dell’arancia. In situazioni come queste, regalarsi una pausa prendendo un gelato che rinfreschi corpo e mente è quello che ci vuole. Il problema è solo uno: scegliere i gusti e fare l’abbinamento perfetto. E’ meglio cioccolato normale o provare quello all’arancia? Per poi abbinarlo con menta o stracciatella? E se poi l’abbinamento non mi piace? E se volessi provare tutti i gusti? Questi e molti altri sono i dubbi che tartassano la protagonista di “Cioccolato all’arancia”, una ragazza ossessionata dall’ansia di prendere la scelta giusta. Per il gelato e per la vita. Perché a volte, per riconoscere quel che ci piace davvero dobbiamo avere il coraggio di perderci e anche, forse, di assaggiare quel che non ci piace…
Riprese effettuate presso il Teatro Lo Spazio
15 marzo, h.21.00
IL DIARIO DI ANNE FRANK
di Frances Goodrich e Albert Hackett
traduzione Alessandra Serra e Paolo Collo
con (in ordine di apparizione)
Antonio Salines, Eleonora Tosto, Raffaella Alterio,
Francesca Bianco, Veronica Benassi, Vinicio Argirò,
Tonino Tosto, Susy Sergiacomo Fabrizio Bordignon,
Roberto Baldassari
scene Vito Giuseppe Zito
costumi Annalisa di Piero
sartoria Farani
ufficio promozione scuole Alessandra Santilli
promozione Andrea Piras
aiuto regia Martina Gatto
regia Carlo Emilio Lerici
una coproduzione Teatro Belli / Compagnia Mauri Sturno
Nel novantesimo anniversario della nascita di Anne Frank, la Compagnia del Teatro Belli, in collaborazione con la Compagnia Mauri Sturno, mette in scena “Il Diario di Anne Frank”. Oggi questo spettacolo è rivolto soprattutto ai giovani, ed è necessario che “mentre gli ultimi testimoni diretti muoiono, la memoria si sedimenti e prenda voce nelle nuove generazioni”. Gli eventi di queste ultime ore, sotto gli occhi di tutti, ci hanno reso altresì consapevoli dell'importanza di questo progetto sulla memoria. La forza che può avere questo spettacolo teatrale in questo momento storico è immensa. L'odio verso il diverso ha avuto nella tragedia dell'olocausto la sua massima espressione. Perciò bisogna sempre ricordarlo, per rendersi conto dove ci può portare il razzismo e il grado di crudeltà di cui è capace l'uomo.
Riprese effettuate presso il Teatro Belli
16 marzo, h.21.00
LOOSE ENDS
Giovani Sospesi
di Gauvain
con Jacopo Olmo Antinori, Federica Sabatini, Edoardo Purgatori
regia Armando Quaranta
Un testo che esplora temi universali come l’amicizia, i conflitti generazionali e il passaggio dall’adoloscenza alla maturità. Pur «rinchiudendosi» dentro il salotto di un piccolo appartamento romano a Monteverde, riesce ad espandersi fino a contenere un’epoca, un paese, e soprattutto l’anima di una generazione, inchiodata di fronte a un terrificante bivio esistenziale: cosa significa crescere? Ne vale davvero la pena? È meglio mettersi in gioco, trovare la propria identità e diventare adulti, oppure continuare a vivere nell’illusione di un’eterna e irresponsabile giovinezza?
Riprese effettuate presso l’OFF/OFF Theatre
17 marzo, h.21.00
BLINK
Di Phil Porter
traduzione Francesca Montanino
con Celeste Gugliandolo e Matteo Sintucci
regia Mauro Parrinello
scene e costumi Maria Mineo
musiche originali Matteo Sintucci
produzione OffRome, Tedacà/ Compagnia Dei Demoni
in collaborazione con Teatro Libero di Palermo
Blink è la storia d’amore di Jonah e Sophie. Una storia normale… più o meno… A parte per Jonah, che è fuggito dalla severa comunità presbiteriana in cui è nato e cresciuto con un gruzzolo di sterline che la madre gli ha lasciato sotto terra, e la sua inseparabile Reflex, filtro obbligato per guardare il mondo. E per Sophie, che dopo la morte del padre, e un licenziamento inaspettato, ha la costante sensazione di stare diventando invisibile. A parte per il pianerottolo che divide i due appartamenti gemelli in cui si rintanano tutto il giorno, entrambi impauriti dal mondo là fuori. E a parte per il monitor che li unisce, un monitor che Sophie consegna anonimamente a Jonah, che si ritrova a spiarla in ogni momento del giorno… Guardare ed essere guardati. Per entrambi un antidoto contro l’invisibilità a cui questo mondo li condanna. Blink racconta con ironia e originalità di due solitudini, tenere, comiche e disperate, e del loro tentativo di incontrarsi e difendersi dal mondo reale.
Riprese effettuate presso il Teatro Belli
18 marzo, h.21.00
THE CORDELIA DREAM
Di Marina Carr
traduzione Valentina Rapetti
con Massimo De Francovich e Roberta Caronia
reading a cura di Massimo De Francovich
Da un po' di tempo andavo cercando una commedia contemporanea (tempo presente, come indica Marina Carr) che parlasse di noi in modo un po' scorretto, che cercasse di dire verità anche sgradevoli sui rapporti umani, che tenesse conto anche della mia età e di quelle che io ritengo essere le mie inclinazioni recitative più precise e nascoste e qui, naturalmente, mi potrei benissimo sbagliare. Comunque, la mia ricerca non dava risultati, finché, lo scorso giugno, mentre recitavo al Teatro Greco di Siracusa l'Edipo a Colono di Sofocle, mi fu inviato "Il sogno di Cordelia" di Marina Carr, commedia in due atti, rappresentata a Londra una decina di anni fa. La lettura di questa commedia mi entusiasmò. I due personaggi che la compongono sono indicati come "Un vecchio" e "Una donna" ed è un terribile gioco al massacro, realistico, surreale e anche, in qualche modo, metafisico. La sua particolarità però è che, invece di trattare uno scontro fra marito e moglie, come, da Strindberg fino ad Albee, Bergman ecc. siamo ormai abituati ed anche un po' annoiati a sentire da tempo, qui si tratta di padre e figlia, artisti ambedue, musicisti, compositori ed esecutori, lui solitario, lei con marito e prole numerosa, che si odiano e si amano con sotto, come motivo dominante, una competizione e invidia fortissime, ciascuno ritenendo di avere l'esclusiva del talento, del Dono. L'ambiente famigliare, i figli, i nipoti, vengono fatti dolorosamente e allegramente a pezzi. La musica si salva, ma non la loro, che sono due frustrati, ma quella del passato.
Riprese effettuate presso il Teatro Belli
gratuito
h.21.00